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Buche, allarme rosso: ditte in fuga
 
 
di Nino De Nicola
 
Le buche a Napoli? Come la monnezza. Rischiano di diventare eterne. Le ultime novità dalla città difettosa sono terrificanti. Per la manutenzione ordinaria, vale a dire la semplice colmatura di fosse e avvallamenti, non c’è il becco d’un quattrino. E profondo rosso anche per quella straordinaria, vale restyling, palettizzazioni e arredi vari. Ma procediamo con ordine. Per la manutenzione ordinaria della viabilità principale, vale a dire le vie con larghezza superiore agli otto metri, Palazzo San Giacomo, che ha competenza diretta ad intervenire, non ha nemmeno una ditta a disposizione: il fatto è che le gare d’appalto, indette dall’Amministrazione De Magistris, vanno puntualmente deserte perché le imprese sanno di dover attendere almeno tre anni prima di essere pagate per il lavoro svolto. E non basta: per la manutenzione ordinaria della viabilità minore, vale a dire le strade più piccole che sono di competenza delle Municipalità cittadine, il discorso è in fotocopia perché i parlamentini non hanno ricevuto fondi: così, ad esempio, è accaduto che alla Prima Municipalità, la vecchia ditta non se l’è sentita di continuare a lavorare gratis e sulla fiducia in attesa che l’Ufficio Gare e Contratti del Comune si decida a firmare almeno il cosiddetto “contratto di integrazione fondi”, quello cioè alimentato da alcuni fondi di riserva che sono certamente disponibili. Quindi, al momento, le buche di Chiaia ci sono e ci restano: e non si sa fino a quando. Inutile girarci attorno, insomma: le disponibilità dello spremutissimo bilancio comunale quelle sono. Un mezzo miracolo, invece, sempre a Chiaia, lo ha realizzato Aberto Boccalatte, consulente delegato dal presidente Chiosi alla manutenzione: lui, almeno sul fronte della gestione straordinaria delle strade, ha convinto la vecchia impresa a proseguire il rapporto con la Municipalità. La ditta, insomma, si è armata di santa pazienza, rassegnandosi a pagamenti dilazionatissimi: ma, almeno per il momento, le piccole riqualificazioni sono assicurate. Una buona volontà che ha permesso al presidente Chiosi, coadiuvato da Boccalatte e dai consiglieri Francesco Salerno e Anna Bruno, di programmare ed eseguire interventi per il recupero di alcune scale cittadine, come quelle di via Palach o di San Pasquale, mentre in agenda c’è la riqualificazione delle scale da via Catullo a via Orazio. E in tempi di magra è una buona notizia anche il fatto che la Municipalità 1 un suo tesoretto in cassa ce l’ha: circa 130mila euro, avanzati dal ribasso di precedenti appalti. Briciole, ma in queste momento preziosissime, ma certamente non destinate alle buche.
 
 
08 marzo 2012
 
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