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Sondaggi. Chiaia boccia la Ztl e critica la pista ciclabile
 
 
Sondaggi. Chiaia boccia la Ztl e critica la pista ciclabile
 
di Alvaro Mirabelli
 

Alberto Boccalatte, delegato alla Manutenzione della Municipalità1, non molla la presa. La crociata contro l’uso indiscriminato delle zone a traffico limitato, intrapresa a ottobre con altri 5 consiglieri del parlamentino di quartiere, sta registrando risultati lusinghieri: mille infatti le firme raccolte finora contro l’introduzione della Ztl nella zona di Chiaia, la cui eventuale attivazione, in contemporanea con la Ztl del Lungomare, provocherebbe ricadute gravissime sul territorio. «I rischio è triplice, - insiste Boccalatte - innanzitutto il varco Morelli, sommato al varco Molosiglio, produrrebbe due blocchi intollerabili, inoltre la deviazione del traffico sulla Riviera di Chiaia ridurrebbe al collasso l’intero quartiere, infine sarebbe micidiale il contraccolpo sul commercio». Ragionamento che fila al punto da aver convinto oltre mille cittadini a bocciare l’iniziativa di De Magsitris e che, per Boccalatte e compagni, suona come un ulteriore mandato ad agire: «Forti del consenso raccolto - spiega il consigliere che sta organizzando il dissenso contro il dispositivo ambientale a Chiaia - abbiamo presentato al Consiglio di Municipalità, con l’auspicio che venga presto approvato, un ordine del giorno che punta a cancellare il progetto del varco in via Morelli. Chiediamo invece la realizzazione della pedonalizzazione nell’area della Movida e l’attivazione delle telecamere, posizionate sul territorio dalla stessa Municipalità». Quella della videosorveglianza, però, resta per ora un’opzione impraticabile: gli «occhi elettronici», informa Boccalatte, sono spenti un po’ dappertutto visto che l’Enel, deputato all’accensione delle telecamere, non procede all’attivazione a causa della morosità del Comune. «Un altro increscioso capitolo dell’ambientalismo da strapazzo di Palazzo S. Giacomo - rincara la dose il consigliere - è poi il bluff della pista ciclabile». E anche in questo caso è stata interpellata la piazza: «Un recente sondaggio da noi promosso evidenzia l’approssimazione con cui è stato realizzata la pista che, anche da parte di numerosi ciclisti, è stata definita un percorso ad ostacoli. Uno spot propagandistico costato alla città 1.200.000 euro; con la stessa cifra si potevano asfaltare 80mila metri quadri di strade, attivare alcune telecamere e curare la manutenzione di molte scuole». Sull’emergenza scolastica, intanto, durissimo il commento del presidente Fabio Chiosi: «Mancano gli insegnanti di sostegno, la refezione è al palo, i bambini non sono assicurati, la manutenzione è azzerata: e il sindaco gioca con le biciclette».

16 novembre 2012
 
 
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