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Rione Terra, quel borgo fantasma
 
 
La grave carenza di fondi che affligge la Regione Campania ostacola il proseguimento dei lavori di riqualificazione dell’antica rocca cominciati vent’anni fa

 
di Rosario Scavetta
 
Doveva essere il simbolo della ricostruzione post-bradisismo: stiamo parlando del completamento dell'ambizioso restauro della caratteristica ed antica rocca puteolana, che sovrasta lo splendido golfo di Pozzuoli, programmato per lo scorso anno. Ma purtroppo la tanto sospirata riqualificazione del Rione Terra, cominciata l’11 gennaio 1992, stenta a completarsi, al punto tale da posticipare la riapertura della storica cittadella a data da destinarsi. Colpa della gravissima crisi finanziaria della Regione Campania, si dice, che ha messo in forse il prosieguo dei lavori, bloccando l'erogazione dei fondi europei, necessari per il completamento dell'opera. Allo stanziamento degli ultimi 11 milioni di euro, già finanziati ed utilizzati per la realizzazione del nuovo campanile e il completamento degli scavi, vanno affiancati altri 92 milioni, indispensabili per completare le strutture ricettive e le strade di accesso al mare; ma senza garanzie da parte della Regione, il mastodontico “progetto” Rione Terra a Pozzuoli rischia definitivamente la chiusura . Un tesoro archeologico intorno al quale da troppo tempo non si riesce a trovare una soluzione definitiva e come spesso accade nel nostro Paese, dopo lo stallo, oltre il fallimento totale dell’impresa, il rischio è la perdita di posti lavoro: sono più di cento gli operai e i tecnici che potrebbero, da un giorno all’altro, trovarsi in cassa integrazione. Le ripercussioni più gravi, ovviamente, si stanno verificando nel settore turistico a causa del mancato completamento del percorso archeologico. Sospese le passeggiate su prenotazione. Telefonando al numero verde 848.800.288, in bella mostra sul portale dei beni e delle attività culturali della Regione Campania, i gentili operatori rispondono: “L'ingresso all'area archeologica sotterranea nell'acropoli di Pozzuoli non è più di nostra competenza”. Quindi, almeno per ora, non è possibile ammirare le dimore, le botteghe, le costruzioni barocche e i viottoli incantevoli del “presepe” puteolano, abbandonato nel 1970, abitato all'epoca da artigiani e pescatori, ed oggetto nel corso degli anni di numerosi saccheggi. Dopo il terremoto del 23 novembre del 1980, come spiega lo storico flegreo Raffaele Giamminelli, “il complesso episcopale divenne preda di procacciatori di opere d’arte che, tramite spoliazione, prima occultatamente e poi vandalicamente, sottrassero tutto quanto era possibile asportare”. Anche l'ambizioso progetto di creare sette piccoli nuclei alberghieri, un centro congressi e palazzi di rappresentanza ha subito una brusca battuta d'arresto. Inutili i punti di sosta per gli autobus, il tentativo di potenziare la linea Cumana e la fermata del metrò del mare (un tempo) creata ad hoc. Sfuma la prospettiva di ripresa del sistema economico dei comuni flegrei, particolarmente provato dalla inevitabile crisi finanziaria: l'alternativa per molti giovani disoccupati era riposta proprio nei progetti di rilancio turistico della zona. L’inaugurazione dell'antica rocca, doveva avvenire entro giugno 2011. Si era scelta un data memorabile, simbolo stesso della storia dei Campi Flegrei: i giorni celebrativi del bimillenario dell'approdo di San Paolo a Pozzuoli. Ma il “miracolo” non c’è stato.
 
Un sito per non dimenticare
Una fiaccolata e un sito internet per ricordare lo sgombero della rocca flegrea avvenuta 42 anni fa, il 2 marzo 1970, a causa del bradisismo. Nella serata dello scorso 2 marzo, alcune associazioni e movimenti flegrei, insieme ai residenti, hanno attraversato parte della città di Pozzuoli per raggiungere l'ingresso della rocca, allo scopo di ricordare, lo sgombero di oltre tremila persone dal quartiere simbolo della città. Mentre, quasi contemporaneamente, da un’idea del giornalista Ciro Biondi, è nato www.bradisismoflegreo.it, un sito internet per raccogliere la memoria dei puteolani e per far conoscere dettagliatamente il fenomeno bradisismico.
Il sito è proposto dalle associazioni Lux in Fabula, Ludopolis, Dialogos, Laboratorio Puteoli e dai videomakers di BraInHeart ed ha l’obiettivo, così come si legge nelle sue pagine, di far conoscere ai giovani - e non solo - le vicende e le ricadute sulla città delle crisi sismiche degli anni ‘70 e negli anni ‘80. Il sito è interattivo e chiunque potrà richiedere, nel caso avesse materiale a disposizione (foto, video, disegni, racconti ecc.), l’inserimento del proprio contributo inviando una e-mail a:
info@bradisismoflegreo.it.
 
 
 
27 marzo 2012
 
 
 
 
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