IUPPITER GROUP | MEDIA • IuppiterNews • Iuppiter TV • Chiaia Magazine • La rivista del mare | LIBRI • Catalogo • Store
home | quelli di chiaia | S.O.S. chiaia | archivio numeri | news | primo piano | sollecitazioni | quartierissime | grande napoli | mobilità | banconote | saper vivere | movida
     
 
 
Gioco d'azzardo/2: Sale Bingo, così esplode la sindrome
 
 
L'intervista. Un dipendente di una delle tante sale bingo cittadine svela i segreti del gioco che spopola a Napoli
 
di Carmine Mastantuoni
 
In questi anni di crisi, gli italiani si stanno scoprendo sempre più un popolo di poeti, santi, navigatori e giocatori. Infatti per il 2011, il fatturato ufficiale dell’azienda “gioco d'azzardo”, vale a dire videolottery, gratta e vinci, slot e sale bingo, ammonta a 76,1 mld di euro (con un incremento del 23,9% rispetto allo scorso anno); per importanza la terza impresa italiana, che riesce a mobilitare il 4% del Pil nazionale e piazza il nostro Paese al primo posto in Europa per volume di giocate e al terzo su scala mondiale. Numeri che fanno sensazione, considerando che autorevoli fonti stimano in 1.260 euro procapite la spesa destinata annualmente dagli italiani al gioco d'azzardo, un settore che impiega 120mila addetti distribuiti in 5mila aziende. è come se ognuno di noi, bambini compresi, pur lavorando per 12 mesi, percepisse soltanto 11 mensilità. Lo Stato si appropria in media il 50% degli incassi del gioco, di cui il 14% viene girato all'erario. L’85% degli introiti delle videolottery, comunemente dette vlt introdotte nel 2008, è destinato alle vincite, il 12% va al prelievo erariale unico, lo 0,8% ai Monopoli di Stato, ed una percentuale variabile è destinata al gestore di rete che cura i collegamenti online. Un business goloso per le casse statali, tanto che, nella manovra economica dello scorso agosto, il precedente governo ha inserito un articolo che contempla nuove possibilità di gioco, oltre ad autorizzare l'apertura di mille sale giochi con possibilità di organizzare tornei di poker. Non solo: è stata disposta l’apertura di ben 7mila nuovi centri scommesse e l’incremento del 14% delle vlt ed è stato autorizzato il bingo a distanza. Il governo Monti ha completato l'opera, legiferando un prelievo del 6% sulle vincite superiori a 500 euro al Superenalotto, Gratta e vinci e Win for life. Naturalmente Napoli ed i napoletani non sono immuni al fascino dell’azzardo, come conferma un addetto del settore, un operatore di una delle tante sale bingo cittadine, che per ovvie ragioni intende restare anonimo.
Quante sono le sale bingo a Napoli?
Sono otto, concentrate soprattutto nel centro cittadino; è più esatto però chiamarle sale giochi, perchè vi sono anche le sale vlt e slot.
Qual è l'orario di apertura delle sale e l'affluenza media dei giocatori?
Diciamo che le sale sono aperte per 12-13 ore, dal primo pomeriggio alle tre di notte. Ogni sala per il bingo ha mediamente 600 posti a sedere che sono coperti quotidianamente al 60-70%, con picchi di presenze nei mesi estivi e nel periodo natalizio. 450-500 giocatori a partita e di partite in un’ora se ne giocano almeno 10, per un incasso medio giornaliero che non è mai inferiore ai 20-30mila euro. Il venerdi ed il sabato si registra un incremento delle presenze, ma il fatturato di una sala è più o meno standard.
Come funziona il bingo?
Il bingo è nato in Spagna ed è una derivazione della nostra tombola. Le cartelle vengono acquistate dai gestori direttamente dal monopolio e vendute ai giocatori al costo di 50 centesimi, 1 euro, 1 euro e 50 e 3 euro. Si vince soltanto con la cinquina e il bingo, ma al gioco si aggiungono anche continui jackpot di valore variabile, che rendono maggiormente appetibili le partite. Le vincite sono controllate ininterrottamente dal monopolio per via telematica. Anzi ai gestori delle sale è fatto assoluto divieto d’interrompere il collegamento del router, anche di notte e durante le poche ore di chiusura.
E' possibile tracciare un disegno del giocatore tipo di una sala bingo?
Contrariamente all’immagine classica del giocatore d’azzardo di sesso maschile, con la sigaretta fumante tra le labbra ed un bicchiere di whiskey nelle mani, il bingo è prevalentemente donna. Sono equamente divise tra italiane e straniere, queste ultime soprattutto di nazionalità bulgara e romena di etnia Rom. Gente dai soldi facili e dallo stile di vita borderline; spesso prostitute o borseggiatrici, ma compulsivamente attratta dal miraggio di una vincita facile che non arriverà mai. Spesso le giocatrici arrivano accompagnate dai bambini appena usciti da scuola; spesso chiamano casa per avvertire che tarderanno perché sono nella sala d’attesa del medico. Non manca perfino chi sfugge per poche ore a misure cautelari di costrizione. Ci sono anche pensionate e lavoratrici, che divorano in un’ora quanto dovrebbe bastare per un mese. I cinesi, invece, preferiscono le slot, e sono soltanto gli uomini a giocare.
Circolano voci su casi di prostituzione e usura: cosa c’è di vero?
Nessuno può vietare un contatto o una conoscenza che può proseguire altrove, ma di sicuro all’interno della sala o nei bagni, decisamente non è possibile. Le sale sono soggette a frequenti e rigidi controlli da parte della Polizia, del Monopolio e dalla Guardia di Finanza. La stessa autorizzazione al gioco rilasciata dalla Polizia, è subordinata al fatto che tutti gli ambienti siano video sorvegliati e che tutto il personale sia contrattualizzato e con i contributi in regola. Nessun gestore di sala è così pazzo da rischiare la chiusura o la sospensione temporanea per fatti di questo genere.
Si dice che le sale gioco siano gestite dalla malavita organizzata...
Chi può dirlo. Il giro d’affari delle sale è enorme ed il controllo da parte degli organi dello Stato è rigido. Possono esistere sporadici fenomeni di lriciclaggio dei proventi illeciti, ma coinvolgimenti diretti della malavita nella gestione, lo escludo in assoluto. Negli anni sono state numerose le indagini della magistratura di svariate Procure, ma poco o nulla d’illegale è emerso, e quel poco riguarda soltanto episodi marginali. La struttura rigida del gioco ed i controlli, rendono il mondo dell’azzardo impermeabile al fascino malavitoso; del resto lo Stato non può consentire a nessuno d’interrompere il flusso costante verso le proprie casse di risorse finanziarie provenienti dal gioco.
 
 
02 aprile 2012
 
Indietro
 
 
© 2005 - 2019 chiaiamagazine.it | tutti i diritti sono riservati | edizione Iuppiter Group | P.IVA IT07969430631