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Usura, 40mila imprenditori nella morsa
 
 
Con un fatturato di 40 miliardi di euro, l'usura è diventata l'attività economica più redditizia del Paese e movimenta una quantità di denaro quattro volte superiore a quella del racket

di Alberto Capuano*
 
In Italia nel 2012 sono a rischio d'usura 3.040.000 famiglie e 2.480.000 piccoli imprenditori. Il debito medio delle famiglie italiane ha raggiunto la cifra di 43.100 euro, mentre quello dei piccoli imprenditori ha raggiunto il tetto dei 63.700 euro. Al primo posto delle regioni maggiormente esposte all'usura troviamo Campania, Liguria, Valle d'Aosta, Toscana e Sicilia. Seguono Lombardia, Piemonte, Abruzzo, Puglia, Emilia Romagna, Calabria, Veneto, Lazio, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Trentino Alto Adige, Sardegna, Basilicata, Marche e Molise. La crisi economica, l'aumento delle tasse sul consumo, l'aggressione al patrimonio familiare da parte delle esattorie, il proliferare dei compro oro, la impossibilità di accesso al credito bancario, la crescita dei giochi d'azzardo legalizzati stanno trascinando migliaia di famiglie e piccole imprese nelle mani di spregiudicati usurai.
Dal 2008 ad oggi circa 200mila imprenditori - di cui 40mila in Campania - sono stati vittime degli usurai. Con un fatturato di 40 miliardi di euro, l’usura è diventata l’attività economica più redditizia nel Paese e movimenta una quantità di denaro 4 volte superiore al racket. Colpisce famiglie, commercianti, piccole e medie aziende.
Il fenomeno ha subito anche un suo mutamento genetico; difatti se da una parte sopravvive la figura del vecchio “cravattaio” di quartiere che presta denaro a famiglie in difficoltà, oggi sui commercianti e le imprese si allunga la mano dell’usura mafiosa.
Per combattere efficacemente il fenomeno, sono previsti due fondi: di prevenzione e di solidarietà.
 
Il Fondo di prevenzione, istituito presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze, mette a disposizione dei Confidi (strutture consortili e cooperative formate, a livello locale, da rappresentanti delle categorie economiche e produttive) e delle Fondazioni antiusura somme di denaro con le quali fornire alle banche garanzie sui prestiti concessi ai soggetti in difficoltà: operatori economici da una parte, singoli e famiglie dall'altra. In particolare, gli operatori economici (artigiani, commercianti, piccoli imprenditori, ecc...) possono rivolgersi ai Confidi che abbiano costituito i fondi speciali antiusura. Le famiglie ed i singoli possono, invece, indirizzarsi alle Fondazioni antiusura, riconosciute ed iscritte in un appositi elenco del Ministero dell'Economia e delle Finanze.
 
Il Fondo di solidarietà offre agli operatori economici, ai commercianti, agli artigiani, ai liberi professionisti che hanno denunciato gli usurai, l'occasione di reinserirsi nell'economia legale: un mutuo senza interessi da restituire in dieci anni, il cui importo è commisurato agli interessi usurari effettivamente pagati e, in casi di particolare gravità, può tenere conto anche di ulteriori danni subiti.
Tali misure si sono, però, rivelate inadeguate a contrastare il fenomeno così come emerge dalle statistiche riportate. Appare, infatti, necessario, un controllo efficace e diretto della Banca d’Italia sulle modalità relative ai mutui ed i finanziamenti concessi dalle banche le cui condizioni rendono di fatto impossibile accedere al credito bancario così come occorre consentire dilazioni vere e improduttive di interessi ai contribuenti che sono sempre più aggrediti dal fisco. Sotto l’aspetto giudiziario occorrerebbe, inoltre, garantire l’anonimato alla vittima dell’usura che vuole denunciare i suoi strozzini essendo ormai pacifico che le organizzazioni criminali che gestiscono il fenomeno riescono ad intimidire chi ricorre a tale forma di credito.
 
*Gip del Tribunale di Napoli
 
 
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