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Ottaviano, fuochi e "voli" per il santo patrono
 
 
Dal 7 al 10 maggio si celebra la festa di San Michele, protettore del paese da 350 anni. Eventi, musica e la spettacolare processione col “Volo degli angeli”

di Luciana Ranieri
 
Ottaviano si anima “vestendosi a festa” per il suo patrono. Ritorna l’appuntamento con le celebrazioni in onore di San Michele Arcangelo, protettore del paese alle pendici del Monte Somma. Un programma fitto di emozioni impegnerà ottavianesi e turisti per quattro giorni, dal 7 al 10 maggio, con il tradizionale spettacolo pirotecnico conclusivo. Il culto di San Michele Arcangelo è legato alla vicinanza del Vesuvio: la leggenda narra che proprio il santo abbia fermato la colata di lava durante un’eruzione ed abbia intimato ai paesani di ricostruire le case distrutte a sud della Chiesa madre, da allora a lui intitolata. Anche in periodi di carestie e pandemie, il santo avrebbe steso il suo mantello protettivo sul paese e i suoi abitanti, che ancora oggi confidano fortemente nella sua spada salvatrice. Il 15 aprile 1663 si decise pubblicamente quale sarebbe stato il giorno da consacrare a San Michele: “...che la giornata dell'otto di maggio fusse festa comandata per celebrarne detta festa solenne del Glorioso San Michele Arcangelo...”. Due sono le statue del santo che, in tempi diversi, sono uscite per le strade del paese. Quella del “Piccirillo”, statua lignea e smaltata di azzurro, è collocata in una cappella della navata sinistra. La tradizione narra che fu donata alla chiesa da Don Giuseppe III de’ Medici, membro della famiglia proprietaria dell’antico palazzo posto a nord della chiesa stessa. L’immagine sarebbe stata comprata presso un antiquario a Vienna, dal principe che avrebbe partecipato al famoso congresso. L’altra statua è quella di San Michele “Il Grande”. Collocata sull’altare principale, è cesellata in legno di ciliegio e la cui doratura fu portata a termine nel 1664. Ora come allora, sacro e profano continuano a mescolarsi, in un vorticoso susseguirsi di eventi, processioni, concerti e fuochi d’artificio. Gli ottavianesi si riconoscono nel loro protettore e seguono i festeggiamenti in suo onore con grande partecipazione, dimostrandosi disposti a fare “le barricate” pur di difendere questa tradizione quando vescovi, autorità o forze dell’ordine hanno provato ad ostacolarla, scatenando non poche proteste. Quest’anno la festa compie 350 anni e gli organizzatori, tra cui Michele Iervolino e Domenico Cutolo, promettono quattro giorni ricchi di avvenimenti, cercando anche di limitare le spese. Le celebrazioni in onore del patrono si apriranno con il concerto della banda musicale “Città di Lecce” accompagnata dal coro “Città di Ottaviano” diretto dal maestro Sepe. Alle sette del mattino successivo il paese sarà svegliato dalla “diana”, caratteristica sequenza di fuochi d’artificio “a terra”, a cui partecipano ragazzi d’ogni età che corrono inseguiti dai fuochi. Quest’anno la “diana” seguirà il vecchio percorso: partenza da via Roma, poi tappa a piazza San Lorenzo, corso Umberto I, piazza San Francesco, via Giovanni XXIII e via C. Augusto, per arrivare infine alla Chiesa di San Michele Arcangelo. Altro evento importante per i fedeli è la Celebrazione Eucaristica nella chiesa madre, dopdiché il santo viene portano in processione per le strade del paese, sostando in quattro piazze per il tradizionale “Volo degli Angeli”. In questa cerimonia due bambini, vestiti da angeli, con scudo, elmo e spada del santo, vengono issati con delle funi e rivolti verso la Statua, invocando la protezione di San Michele sul popolo e celebrandone le gesta in favore degli ottavianesi. La processione, che parte da piazza San Michele, sosta intorno alle 13 in piazza Annunziata per il primo “volo”, poi, con un intervallo di circa 40 minuti, il “volo” in piazza Piediterra, alla Taverna e in piazza San Giovanni. Infine, intorno alle 16.30, al richiamo dei fuochi pirotecnici, la popolazione accorre per applaudire il rientro nella chiesa madre del gigantesco arcangelo di legno. La banda musicale “Città di Conversano” concluderà la serata, mentre c’è già grande attesa per il concerto dei “Tiromancino” del 9 maggio in piazza San Francesco. I festeggiamenti proseguiranno con “Lo scherzo continua”, organizzato dal circolo “A. Diaz” in piazza san Lorenzo. E la sera, per chiudere le celebrazioni in onore del patrono, è previsto un concerto di voci nuove in piazza San Michele, poi tutti col naso all’insù per ammirare, da questa postazione privilegiata, lo splendido spettacolo dei fuochi d’artificio di tre pirotecnici locali (due dei quali offerti dal comitato “Ottaviano Festa” e il terzo da alcune ditte della zona).
 
Un paese tutto da gustare
Chi volesse godersi per intero i festeggiamenti pernottando ad Ottaviano, può alloggiare in uno dei due alberghi del paese: l’hotel Augustus, situato in pieno centro, in via Giovanni XXIII, 61 (augustus-hotel.com), o più in collina, immerso nel verde l’hotel La Baita del re, in via Valle delle Delizie, 13 (labaitadelre.it). Per scoprire i sapori della tipica cucina vesuviana, tappa obbligata all’Osteria Da Giretiello, in corso Umberto I, 42 (081/8278285). Lì è possibile ordinare un menù con bruschetta fava e ventresca, penne alla genovese e carne alla genovese, carciofi arrostiti, dolce, un quarto di vino e acqua per 25 euro a persona. Per gli amanti della pizza, invece, il ristorante I Due Desideri di via Lucci 29 (081/8270959) propone pizza fritta e bibita a sei euro. Chi è in gruppo può prenotare al Rosemary events & restaurant in viale Elena 70 (366/6397777), dov’è possibile gustare tortino di patate ai carciofi e guanciale con fonduta di pecorino di Fossa, risotto alla Nerano, filetto di maiale lardellato in sfoglia su rattatouille di verdure al vapore e per finire millefoglie di frutta a 35 euro. Altra location caratteristica dove pranzare sono i cortili de le “Taverne”, in via Municipio, dove i volontari della parrocchia si improvvisano chef per offrire ai propri ospiti i piatti della cucina “casareccia” a prezzi modici (l’incasso è devoluto al restauro dell’organo della chiesa di San Francesco di Paola). Per vivere la festa e il paese illuminato, è consigliabile un giro tra i chioschi di via Giovanni XXIII, dove è possibile gustare saltimbocca e panini. Per i più piccoli piazza Mercato ospita le classiche giostre e corso Umberto I attrae per le sue mille bancarelle ricche di oggetti d’ogni sorta, dolciumi e leccornie.
 
 
 
 
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