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Differenziata, il silenzio di de Magistris
 

 
di Carmine Mastantuoni
 

Le note difficoltà in cui versano le casse comunali stanno facendo passare in secondo piano lo stato della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti a Napoli. Sui giornali, nei dibattiti televisivi e nelle sedi istituzionali deputate, è come se al’improvviso la città fosse diventata virtuosa. Malgrado questo strano silenzio mediatico, sotto il sole maturano decisioni che sembrano scivolare sui diretti interessati come l’acqua piovana. La novità degli ultimi mesi è che la problematica dei rifiuti da cittadina diventa municipalizzata; è infatti intenzione della giunta De Magistris costruire in città tre impianti di compostaggio in modo da trattare in proprio l’umido e ridurre i trasferimenti all'estero. Gli impianti cittadini dovrebbero essere tre, ma al momento è nota solo la decisione di costruirne uno a Scampia, uno dei primi quartieri in cui è stata avviata la differenziata porta a porta. La convinzione dell’esecutivo è che il porta a porta accoppiato al compostaggio dell'umido, determinerà dei conferimenti in discarica o all'estero al minimo delle percentuali. Il sito dovrebbe sorgere in via Limitone d'Arzano, in una vasta area compresa tra il Penitenziario e la circonvallazione esterna, proprio di fronte al Rione dei Fiori, più noto come il Terzo Mondo. è bene dire che il compostaggio è un insieme di processi naturali di decomposizione dei materiali, alla stessa stregua di quanto avviene in natura ad opera di microorganismi. Un sito consente di ricevere i materiali della frazione umida, di triturarli, miscelarli, recuperare eventualmente i metalli, ottenere il compostaggio e la raffinazione del prodotto utilizzabile come fertilizzante in agricoltura. In più occasioni il vicesindaco Sodano, titolare anche della delega all'ambiente, ha ricordato che il compostaggio è decisivo per completare il ciclo dei rifiuti e per risparmiare le risorse che oggi si spendono per smaltire l’umido. Nella fattispecie del sito di Scampia, Sodano ha ripetutamente affermato che si deve parlare di un impianto anaerobico, cioè una struttura di piccole dimensioni che non produce miasmi soffocanti ed ha un basso impatto ambientale e che l'estensione della differenziata porta a porta determinerà un aumento della frazione umida prevista in 150 tonnellate giornaliere a regime. La raccolta differenziata nel Sud, però, continua a non decollare; secondo i dati ufficiali contenuti nel secondo rapporto realizzato dall’Anci con l’Ancitel resi noti un paio di settimane fa, nel 2011 a fronte di un dato nazionale pari al 35,5%, il Meridione differenzia al 22,3%. De Magistris per tutta la campagna elettorale e nel primo anno di attività, ha continuato ad annunciare che entro il 2012 la differenziata avrebbe raggiunto con il porta a porta quota 35%, ma il dato ufficiale relativo al 2011, pone la raccolta in città al 16%, percentuale addirittura inferiore al dato del 18% della giunta Iervolino. Ma senza risorse finanziarie ha senso fare proclami e annunci? Ha senso creare agitazione in intere comunità, convocare riunioni fiume dei parlamentini delle municipalità? Senza l’approvazione di un piano dei rifiuti completo e condiviso da tutti i soggetti coinvolti, anche istituzionali, non si può proclamare la realizzazione di un solo segmento per accontentare solo la piazza politicamente orientata. Insistere nella decisone di costruire un sito di compostaggio a Scampia, senza consultare i residenti, rifuggendo tutte le occasioni di confronto, di sicuro non contribuisce a risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti a Napoli, e non realizza una corretta amministrazione della cosa pubblica.

 
16 novembre 2012
 
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