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Malatja, hard rock a cuore aperto
 
 
di Roberto Basile
 
Sebbene sia registrato con tutti i crismi del caso, Stracciacore, nuovo album dei Malatja, suona verace e passionale come se si trattasse di un prodotto artistico “fatto in casa”, laddove con tale definizione si garantisce la purezza e la genuinità dei contenuti e degli interpreti.
Per utilizzare un paragone prettamente gastronomico, “sa” più di “pane cafone” che non di fette di pan carrè ugualmente costituite ed imbustate in larga scala.
La band salernitana, sulle scene da ben diciannove anni con Paolo Sessa (voce e chitarra) e Camillo Mascolo (batteria), cui si è aggiunta da un anno Daniela De Martino (basso) ha realizzato un disco (su etichetta Diavoletto netlabel e distribuito da Good Fellas) in cui «decadenza culturale e perdita dei veri e genuini valori della società sono il comune denominatore».
L’album di chi, a distanza di quattro anni dal precedente lavoro, “48”, ha ancora i piedi ben piantati nella realtà, in quella vita dura ma sicuramente tutt’altro che artificiale (e artificiosa).
Un lavoro in cui hard rock e punk si mescolano alla perfezione creando un sound ruvido con testi intelligenti e ironici (“Rock’& Roll star ‘a casa ‘e mammà” su tutti), come nella migliore tradizione della band salernitana.
Un progetto maturo, insomma, e non potrebbe essere altrimenti scorrendo l’elenco di quelli che ne hanno preso parte: da Fabio Musta (noto anche per le collaborazioni con Clementino e Svez) nel cui studio (il Different Lab) “Stracciacore” è stato registrato, a Giuseppe Fontanella (24 Grana) che nel suo Key Lab lo ha missato e masterizzato, passando per i Low-Fi e Daniele Mazzotta, presente con alcune “intrusioni” al pianoforte e ai sintetizzatori.
Dopo il primo singolo (“Nun Sia Maje Dio”), dato alla luce oltre un anno e mezzo fa, i Malatja hanno inoltre presentato, quasi in concomitanza con l’uscita dell’album, il videoclip di “‘O Sens Do’ Pudore”, realizzato dalla Hobos Factory.
I Malatja, in sintesi, possono essere considerati come una delle più fervide testimonianze dell’ottimo stato di salute della scena musicale indipendente salernitana: difficile restarne indifferenti.
 
22 febbraio 2013
 
 
 
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