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Cortei civici: dedicato a chi ha la memoria corta
 
 
di Oscar Medina
 
Una certezza: in città l’indice di sgradimento per il sindaco arancione è al suo massimo storico. Lo grida la piazza. I media ne prendono atto: lo scenario attuale del malumore napoletano non si presta ad equivoci o a strumentalizzazioni. E’ la forza dei fatti che sciorina in campo scioperi, serrate, cortei e ribadisce il grande gelo sceso ormai tra il sindaco De Magistris e la cittadinanza. Sorprende invece la memoria corta che emerge dalle analisi di contorno alla nuda e infuocata cronaca di questi giorni. In molti casi, infatti, intellettuali e giornalisti descrivono l’attuale collera della società civile come frutto di un risveglio recente. Solo ora insomma, si lascia intendere, commercianti, comitati e gente comune sarebbero emersi da un ventennale letargo di inerzia e di negligenza, decantato durante il bassolinismo in  pura rassegnazione. Nulla di più sbagliato. Dal 2007 l’associazionismo civico, quello orgogliosamente distante dalle scuderie di partito, non ha mai abbandonato le barricate della protesta né la temperatura della mobilitazione si è mai raffreddata: è questa la sostanza del coro a più voci che sale dalla società civile per rivendicare una storia di opposizione frontale al Palazzo nata fin dalla prima crisi rifiuti. Una realtà di lotta, però, imbavagliata dal silenzio impassibile dei politici e dei loro comunicatori. Così, a chi ha cancellato, per distrazione, per malafede o per puro servilismo censorio, il passato prossimo della città, le associazioni dei cittadini, impegnate in questa rivolta di primavera, dedicano un utile promemoria di eventi di lotta che hanno scandito il dissenso nell’era Bassolino - Iervolino. Cinque su tutti: il corteo di 10mila persone, organizzato dalla Cisl, da «Napolipuntoacapo» e da altri comitati, nel 2007 contro monnezzopoli e il malgoverno locale. Poi, nel novembre dello stesso anno, l’imponente manifestazione organizzata da «Chiaia per Napoli» che portò in piazza tremila persone. E sempre, nel 2008, la catena umana organizzata da centinaia di manifestanti intorno a Palazzo S. Lucia contro lo scempio dei fondi europei destinati alla consulenze. Infine: il corteo dei contestatori travestiti da fantasmi che, nel 2012, si snodò per le strade di Bagnoli per denunciare misteri e veleni maturati intorno alla gestione dei suoli ex Italsider da parte di Bagnoli Futura Spa. Per arrivare al 2013 col flash-mob di oltre 400 persone davanti Palazzo S. Giacomo, accusato di inerzia colpevole sul fronte ztl e inquinamento.   
 
17 aprile 2013
 
 
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