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L'ESPERTO RISPONDE / Intervista a Salvatore Notini
 

  

di ESPEDITO PISTONE

Sono quasi 500 mila gli italiani alle prese con una causa civile contro i vicini di casa. Si litiga di più al Sud, dove l’11,1% della popolazione ha avuto contrasti, contro l’8,6% del Nord. Accade più frequentemente nei piccoli centri e gli uomini risultano essere più litigiosi delle donne. Tutto questo Salvatore Notini (nella foto), 42 anni, commercialista ed esperto di ‘questioni’ condominiali, lo sa. Perciò ha salutato con sollievo l’entrata in vigore della legge di Riforma del condominio n. 220 del 2012, composta da 32 articoli, che hanno novellato il capo del codice civile dedicato alla materia (artt. 1117 e ss.) e che ha tenuto impegnato il Parlamento per più legislature.
Allora Notini, lei è uno dei maggiori esperti, a Napoli. In che guaio si è andato a cacciare…
Ha ragione, ma il lavoro sporco qualcuno deve pur farlo. Scherzi a parte, nei condomini il rischio di non andare d’accordo con gli altri inquilini è altissimo ed elevato è il livello di litigiosità. Per questo ha fatto bene il legislatore a chiarire in un unico ‘corpus’ come occorre procedere. Innanzitutto prevenendo i problemi per poi, eventualmente, affrontarli senza creare disequilibri e ingiustizie.
Ci dica, allora, quali sono i motivi per cui si bisticcia di più, sul pianerottolo?
Al primo posto c’è il rumore provocato dal calpestio, lamentato, naturalmente, da chi abita sotto. Attenzione, però. A scatenare la rabbia maggiore è il ticchettio dei tacchi femminili: il binomio donne-scarpe è responsabile del 25% delle segnalazioni di liti condominiali. Al secondo posto della classifica c’è l’ululato degli amici a quattro zampe e, anche in questo caso, si finisce spesso per discuterne in tribunale. Subito dopo, viene il suono della lavatrice: le tariffe low cost invitano a fare il bucato la notte e il 18% dei vicini la prende molto male. Chiudono l’elenco delle dolenti note, il volume troppo alto della televisione e i giochi e le urla dei bambini.
Gli altri meriti della legge 220, dottor Notini?
Riguardano l’amministratore, riconosciuto come figura professionale. L'articolo 25 della legge enumera i requisiti per lo svolgimento dell'incarico di amministratore di condominio e tra questi l’aver frequentato corsi di formazione, iniziale e periodica, presso associazioni autorizzate. La legge non impone una iscrizione alle stesse, ma lo consiglio. Io sono iscritto alla Figiac, la Federazione Italiana Gestori Immobiliari e Amministratori di Condominio, la prima con sede nazionale a Napoli e la prima ad aver chiuso un accordo con una Università, il Dipartimento di Diritto amministrativo della Federico II, dove si tengono gli esami finali. I corsi della Figiac prevedono un ottimo piano formativo con aggiornamenti continui, anche attraverso seminari, convegni, incontri e dibattiti.
Nel ‘cahier de doléances’ non possiamo dimenticare il capitolo morosi.
La riforma del condominio ha modificato i compiti dell’amministratore, attribuendogli precisi obblighi e poteri nel caso in cui debba procedere al recupero delle quote non versate dai proprietari. L’amministratore ha il potere/dovere di agire contro i morosi senza dover prima chiedere l’autorizzazione all’assemblea. L’altra importante modifica stabilisce l’obbligo per l’amministratore di “agire per la riscossione forzosa delle somme dovute” dai morosi “entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio (Bilancio consuntivo, NdR) a cui si riferisce”.
17 luglio 2018 - chiaiamagazine

 
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