Pan, il grande rattoppo
A Palazzo Roccella tempo di austerity

Da quando, nel marzo 2005, ha aperto i battenti, il Pan, ovvero Palazzo delle Arti di Napoli, ha ingoiato quattrini a palate. Sulla carta destinato a candidarsi tempio dell’avanguardia contemporanea e fucina di nuovi linguaggi creativi, in realtà la struttura di via dei Mille ha inanellato negli anni guai e scivoloni in serie, trasformandosi in un uno sgangherato baraccone di offerte pseudoartistiche: spese shock, mostre elitarie, bluff culturali e bilanci in rosso hanno incorniciato il malinconico e progressivo fallimento del centro. Spaccato esemplare di cosa accade quando la politica pretende di dettare i tempi della cultura. Un paesaggio così desolato che quando Palazzo San Giacomo ha cambiato padrone, il sindaco De Magistris, fiancheggiato dal nuovo assessore alla Cultura Antonella Di Nocera (in odore di ridimensionamento, con la perdita della delega al Turismo che passerebbe al sindaco), ha promesso di rivoltare la struttura come un calzino...(di Oscar Medina)